Notevoli differenze tra i modelli cristiani e quelli classici (pagani) e veterotestamentari. Ma anche tanti punti in comune con alcune scuole filosofiche precedenti e contemporanee che in diversi modi si faranno presenti nella costruzione della morale cristiana.
2.1. Antichità classica
«In un libro attribuito a Teofrasto si formula la domanda […] Dopo aver detto che, se la donna fosse bella, se avesse delle buone qualità morali, se provenisse di buona famiglia, e a sua volta l’uomo fosse santo e ricco, un saggio potrebbe così in qualche occasione sposarsi, ma aggiunge subito dopo: comunque, poche volte tutte queste qualità coincidono in un matrimonio. Quindi, un saggio non deve sposarsi. In primo luogo, la sua dedicazione alla filosofia troverebbe impedimenti, dato che non può offrire lo stesso tempo ai libri e alla sposa… [poi parla di quanto costa una moglie: abbigliamento, soldi, gioielli, di quanto parla, dei sospetti se l’uomo/marito ha un amico/a, se guarda qui o là. E conclude:] mantenere una sposa povera è difficile, sopportarne una ricca, una fatica». Girolamo, Adversus Iovinianum 1,47.
2.1.1. Tradizione socratica
nosce te ipsum socratico e attende tibi di 1Tim 4,16:
«Vigila su te stesso e sul tuo insegnamento e sii perseverante: così facendo, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano»
Il principio socratico di sostanziale uguaglianza tra uomo e donna verrà comunque attuato o esplicitato in modo diverso.
2.1.2. Platonismo e neoplatonismo
La nozione socratica della sostanziale identità di natura nei due sessi sta a fondamento della visione dello stato ideale elaborata nella Repubblica platonica nella quale, affermata un’utopistica “comunanza” di donne e figli col superamento degli schemi familiari tradizionali, si afferma la necessità di un’eguale educazione per maschi e femmine, entrambi destinati a partecipare attivamente alla vita della città (cf. Platone, La Repubblica V,451c-461e).
La posizione delle Leggi, nel sottolineare il carattere obbligatorio del matrimonio come strumento di perpetuazione della stirpe umana in genere e della comunità cittadina in particolare, ribadisce che a entrambi i sessi bisogna affidare le medesime occupazioni per il benessere dell’intero stato, essendo riconosciuto alle donne lo statuto di componente essenziale di esso, capace di eguali attività rispetto agli uomini (cf. Platone, Le Leggi VII,804e-806e).
Plutarco di Cheronea (I-II sec. d.C.).
Nell’unione matrimoniale l’eros trova il suo luogo più adatto, poiché in esso è meglio amare che l’essere amati, in un atteggiamento di totale disponibilità che previene ogni azione che possa turbare l’unione. Egli ancora presenta l’immagine del matrimonio come una fusione totale (krasis) operata dall’amore: nessuna unione di fatto è così completa come quella che eros realizza nella “società matrimoniale” (cf. Sull’amore 24,769F).
«L’unione tra due persone che si amano porta davvero a quella che si chiama una fusione assoluta […] Nessun’altra relazione procura piaceri più grandi o vantaggi più continui, nessun’altra amicizia assicura un bene così splendido e invidiabile, come quando marito e moglie governano la casa con pensieri concordi» Plutarco, Sull’amore 24,269F-770A.
«I re amanti delle arti fanno sì che molti si dedichino all’arte, quelli che amano le lettere inducono molti a darsi alla lettura, quelli che amano le attività sportive fanno sì che molti si dedichino all’atletica. Così un marito che privilegi l’aspetto fisico rende la moglie civettuola, uno dissoluto la rende licenziosa e libertina, uno morigerato la rende onesta e costumata». Plutarco, Consigli agli sposi 17,140C.
«Ma il marito deve comandare sulla moglie non come un padrone sul suo possesso, bensì come l’anima sul corpo, la quale patisce insieme con esso ed è legata a lui dalla benevolenza. Così come non ci si occupa del corpo per renderci schiavi dei piaceri e dei desideri di lui, così il comando del marito sulla moglie deve essere benevolo e finalizzato al benessere di lei». Plutarco, Consigli agli sposi 33,142E.
2.1.3. Aristotelismo
Alla posizione socratico-platonica si oppone nettamente quella aristotelica fortemente tradizionalista nel sottolineare il ruolo esclusivamente domestico della donna, vista come elemento pericoloso e perturbatore dell’ordine cittadino se non adeguatamente controllata dal potere statale e soggetta in maniera rigorosa all’autorità maschile. Ciò si fonda sulla programmatica affermazione di una inferiorità naturale della donna:
«Nelle relazioni del maschio verso la femmina l’uno è per natura superiore, l’altra inferiore, l’uno comanda e l’altra è comandata», Aristotele, La Politica I (A) 5,1254b.
2.1.4. Altre scuole
Pitagorismo: accesso delle donne all’insegnamento.
Cinismo: uno stile di vita marcato dall’austerità, ascesi, gusto per la povertà, rifiuto del successo sociale, rottura della vita familiare, parresia, amore per i nemici...
Epicureismo: Triplice classificazione dei desideri: naturali necessari; naturali ma non necessari; non naturali né necessari. Epicuro offriva accesso alla sua scuola alle donne.
2.1.5. Stoicismo
L’etica degli stoici è sostanzialmente una teoria dell’uso pratico della ragione, cioè dell’uso della ragione al fine di stabilire l’accordo tra la natura e l’uomo. Vivere secondo natura.
«Vi è certo una vera legge, la retta ragione, conforme a natura, diffusa tra tutti gli uomini, immutabile, eterna, che col suo comando invita al dovere, e col suo divieto distoglie dalla frode [...]. A questa legge non è lecito apportare modifiche né toglierne alcunché né annullarla in blocco, e non possiamo esserne esonerati né dal senato né dal popolo [...]; né questa legge sarà una a Roma, un’altra ad Atene, una ora, un’altra in futuro, ma una sola legge terrà unite tutte le genti e in ogni tempo, e sarà un solo Dio comune guida e signore di tutti: lui di questa legge autore, arbitro, giudice; chi ad essa non ubbidirà, fuggirà se stesso e, poiché ha rifiutato la sua natura di uomo, proprio per questo sconterà le pene più gravi anche se sarà riuscito a sfuggire a tutti quelli che comunemente sono ritenuti supplizi». Cicerone, de re pubblica 3,22[33], in Lattanzio, inst. 6,8,6-9.
«L’uomo che si conforma alla legge è cittadino del mondo [cosmopolita] e dirige le azioni secondo il volere della natura conforme al quale tutto il mondo si governa». Filone, de opificio mundi, 3.
«Una parte non piccola di mollezza risiede anche nei diletti d’amore, in quanto quelli che vivono nella mollezza hanno bisogno di varie relazioni, non soltanto legittime, ma anche illegittime, non solo con donne, ma anche con uomini, ora andando a caccia di questi, ora di altri amanti, senza accontentarsi di quelli che sono a portata di mano, ma andando in cerca dei rari, nel perseguimento di turpi amplessi: tutte cose che costituiscono gravi capi d’accusa per un uomo. È dunque necessario che coloro che non vivono nelle mollezze e che non sono viziosi considerino soli diletti d’amore giusti quelli all’interno del matrimonio e finalizzati alla procreazione dei bambini, poiché sono anche i soli legittimi, mentre quelli che perseguono il mero piacere sono ingiusti ed illegittimi, anche qualora abbiano luogo all’interno delle nozze». Musonio, Diatriba XII, (ed. I. Ramelli, 165-167).
«La temperanza domina i piaceri, odia e caccia via alcuni, regola altri e li riconduce alla giusta misura, e non vi si avvicina mai per loro stessi; sa che la misura migliore delle cose che desideriamo è prenderne non quanto vogliamo, ma quanto dobbiamo». Seneca, Epistole a Lucilio 88,29.
«Il mero piacere, infatti, anche nel caso in cui venga ottenuto all’interno del matrimonio, è illegittimo, ingiusto e illogico». Clemente Alessandrino, Pedagogo 2,10,92.
2.2. Antico Testamento – Giudaismo
Secondo il libro della Genesi, l’unione della coppia umana forma parte dell’ordine della creazione. Nell’ideale o modello biblico di matrimonio, che troviamo principalmente nei libri sapienziali, appaiono i valori umani, morali e spirituali della vita coniugale, basata in un amore reciproco sincero, nelle virtù coniugali e in una condotta fedele ai comandamenti del Signore (cf. Pr 5,1-20; 18,22; 19,14; Sir 25,1). L’immagine del matrimonio e dell’alleanza tra Dio e il suo popolo, abbondantissima nei libri profetici.
Tradizione filosofica e teologica ebraica.
«La donna –secondo quanto dichiara la Legge– è in tutto inferiore all’uomo. Pertanto, essa deve obbedire, non per sua umiliazione ma perché possa essere guidata. All’uomo, infatti, Dio ha dato il potere». Flavio Giuseppe, Contra Apionem 2,25,201[1]
1Cor 14,33-35:
«33Come in tutte le comunità dei santi, 34le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la Legge. 35Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea».
e 1Tm 2,11-15:
«11La donna impari in silenzio, in piena sottomissione. 12Non permetto alla donna di insegnare né di dominare sull'uomo; rimanga piuttosto in atteggiamento tranquillo. 13Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; 14e non Adamo fu ingannato, ma chi si rese colpevole di trasgressione fu la donna, che si lasciò sedurre. 15Ora lei sarà salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con saggezza.»
Senza attribuire un valore assoluto alla nota formula di benedizione di Rabi Yuda, il quale avrebbe prescritto all’uomo di recitarla tre volte al giorno:
«Benedetto Colui che non mi ha fatto pagano né donna né ignorante» Berakot T. 7,18,
non si può minimizzare, ai fini della valutazione del rapporto uomo-donna nel contesto della tradizione giudaica, il forte scarto qualitativo sussistente fra i due membri della coppia nell’intero spettro dei piani (ideologico, religioso, socioeconomico, giuridico e politico).
2.3. Nuovo Testamento
Matteo
5,27-28
«27Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. 28Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.»
5,31-32
«31Fu pure detto: "Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del ripudio". 32Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.»
10,37-39
«37Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; 38chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. 39Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.»
12,46
«46Mentre egli parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli. 47Qualcuno gli disse: "Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti". 48Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?". 49Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: "Ecco mia madre e i miei fratelli! 50Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre".»
19,3-12
«3Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: "È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?". 4Egli rispose: "Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina 5e disse: Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne? 6Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto". 7Gli domandarono: "Perché allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio e di ripudiarla?". 8Rispose loro: "Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all'inizio però non fu così. 9Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un'altra, commette adulterio". 10Gli dissero i suoi discepoli: "Se questa è la situazione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi". 11Egli rispose loro: "Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. 12Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca".»
19,27-30
«27Allora Pietro gli rispose: "Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?". 28E Gesù disse loro: "In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele. 29Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. 30Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi.»
22,23-33
«23In quello stesso giorno vennero da lui alcuni sadducei - i quali dicono che non c'è risurrezione - e lo interrogarono: 24"Maestro, Mosè disse: Se uno muore senza figli, suo fratello ne sposerà la moglie e darà una discendenza al proprio fratello. 25Ora, c'erano tra noi sette fratelli; il primo, appena sposato, morì e, non avendo discendenza, lasciò la moglie a suo fratello. 26Così anche il secondo, e il terzo, fino al settimo. 27Alla fine, dopo tutti, morì la donna. 28Alla risurrezione, dunque, di quale dei sette lei sarà moglie? Poiché tutti l'hanno avuta in moglie". 29E Gesù rispose loro: "Vi ingannate, perché non conoscete le Scritture e neppure la potenza di Dio. 30Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo. 31Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto quello che vi è stato detto da Dio: 32 Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? Non è il Dio dei morti, ma dei viventi!". 33La folla, udendo ciò, era stupita dal suo insegnamento.»
Marco
3,31-35
«31Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. 32Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: "Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano". 33Ma egli rispose loro: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?". 34Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: "Ecco mia madre e i miei fratelli! 35Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre".»
10,2-12
«2Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. 3Ma egli rispose loro: "Che cosa vi ha ordinato Mosè?". 4Dissero: "Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla". 5Gesù disse loro: "Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. 6Ma dall'inizio della creazione li fece maschio e femmina; 7per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie 8e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. 9Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto". 10A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. 11E disse loro: "Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio verso di lei; 12e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio".»
10,28-31
«28Pietro allora prese a dirgli: "Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito". 29Gesù gli rispose: "In verità io vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, 30che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. 31Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi".»
12,18-27
«18Vennero da lui alcuni sadducei - i quali dicono che non c'è risurrezione - e lo interrogavano dicendo: 19"Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. 20C'erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. 21Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, 22e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. 23Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie". 24Rispose loro Gesù: "Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? 25Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. 26Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? 27Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore".»
Luca
8,19-21
«19E andarono da lui la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. 20Gli fecero sapere: "Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti". 21Ma egli rispose loro: "Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica".»
16,18
«18Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio; chi sposa una donna ripudiata dal marito, commette adulterio.»
18,28-30
«28Pietro allora disse: "Noi abbiamo lasciato i nostri beni e ti abbiamo seguito". 29Ed egli rispose: "In verità io vi dico, non c'è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio, 30che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà".»
Romani
6,19
«19Parlo un linguaggio umano a causa della vostra debolezza. Come infatti avete messo le vostre membra a servizio dell'impurità e dell'iniquità, per l'iniquità, così ora mettete le vostre membra a servizio della giustizia, per la santificazione.»
7,1-3
«1O forse ignorate, fratelli - parlo a gente che conosce la legge - che la legge ha potere sull'uomo solo per il tempo in cui egli vive? 2La donna sposata, infatti, per legge è legata al marito finché egli vive; ma se il marito muore, è liberata dalla legge che la lega al marito. 3Ella sarà dunque considerata adultera se passa a un altro uomo mentre il marito vive; ma se il marito muore ella è libera dalla legge, tanto che non è più adultera se passa a un altro uomo.»
1Corinzi
6,13
«13"I cibi sono per il ventre e il ventre per i cibi!". Dio però distruggerà questo e quelli. Il corpo non è per l'impurità, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo.»
6,19
«19Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi.»
7,15
«15Ma se il non credente vuole separarsi, si separi; in queste circostanze il fratello o la sorella non sono soggetti a schiavitù: Dio vi ha chiamati a stare in pace!»
7,39-40
«39La moglie è vincolata per tutto il tempo in cui vive il marito; ma se il marito muore è libera di sposare chi vuole, purché ciò avvenga nel Signore. 40Ma se rimane così com'è, a mio parere è meglio; credo infatti di avere anch'io lo Spirito di Dio.»
7,1-40
«1Riguardo a ciò che mi avete scritto, è cosa buona per l'uomo non toccare donna, 2ma, a motivo dei casi di immoralità, ciascuno abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito. 3Il marito dia alla moglie ciò che le è dovuto; ugualmente anche la moglie al marito. 4La moglie non è padrona del proprio corpo, ma lo è il marito; allo stesso modo anche il marito non è padrone del proprio corpo, ma lo è la moglie. 5Non rifiutatevi l'un l'altro, se non di comune accordo e temporaneamente, per dedicarvi alla preghiera. Poi tornate insieme, perché Satana non vi tenti mediante la vostra incontinenza. 6Questo lo dico per condiscendenza, non per comando. 7Vorrei che tutti fossero come me; ma ciascuno riceve da Dio il proprio dono, chi in un modo, chi in un altro. 8Ai non sposati e alle vedove dico: è cosa buona per loro rimanere come sono io; 9ma se non sanno dominarsi, si sposino: è meglio sposarsi che bruciare. 10Agli sposati ordino, non io, ma il Signore: la moglie non si separi dal marito - 11e qualora si separi, rimanga senza sposarsi o si riconcili con il marito - e il marito non ripudi la moglie. 12Agli altri dico io, non il Signore: se un fratello ha la moglie non credente e questa acconsente a rimanere con lui, non la ripudi; 13e una donna che abbia il marito non credente, se questi acconsente a rimanere con lei, non lo ripudi. 14Il marito non credente, infatti, viene reso santo dalla moglie credente e la moglie non credente viene resa santa dal marito credente; altrimenti i vostri figli sarebbero impuri, ora invece sono santi. 15Ma se il non credente vuole separarsi, si separi; in queste circostanze il fratello o la sorella non sono soggetti a schiavitù: Dio vi ha chiamati a stare in pace! 16E che sai tu, donna, se salverai il marito? O che ne sai tu, uomo, se salverai la moglie? 17Fuori di questi casi, ciascuno - come il Signore gli ha assegnato - continui a vivere come era quando Dio lo ha chiamato; così dispongo in tutte le Chiese. 18Qualcuno è stato chiamato quando era circonciso? Non lo nasconda! È stato chiamato quando non era circonciso? Non si faccia circoncidere! 19La circoncisione non conta nulla, e la non circoncisione non conta nulla; conta invece l'osservanza dei comandamenti di Dio. 20Ciascuno rimanga nella condizione in cui era quando fu chiamato. 21Sei stato chiamato da schiavo? Non ti preoccupare; anche se puoi diventare libero, approfitta piuttosto della tua condizione! 22Perché lo schiavo che è stato chiamato nel Signore è un uomo libero, a servizio del Signore! Allo stesso modo chi è stato chiamato da libero è schiavo di Cristo. 23Siete stati comprati a caro prezzo: non fatevi schiavi degli uomini! 24Ciascuno, fratelli, rimanga davanti a Dio in quella condizione in cui era quando è stato chiamato. 25Riguardo alle vergini, non ho alcun comando dal Signore, ma do un consiglio, come uno che ha ottenuto misericordia dal Signore e merita fiducia. 26Penso dunque che sia bene per l'uomo, a causa delle presenti difficoltà, rimanere così com'è. 27Ti trovi legato a una donna? Non cercare di scioglierti. Sei libero da donna? Non andare a cercarla. 28Però se ti sposi non fai peccato; e se la giovane prende marito, non fa peccato. Tuttavia costoro avranno tribolazioni nella loro vita, e io vorrei risparmiarvele. 29Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d'ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l'avessero; 30quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; 31quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo! 32Io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; 33chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, 34e si trova diviso! Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito. 35Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni. 36Se però qualcuno ritiene di non comportarsi in modo conveniente verso la sua vergine, qualora essa abbia passato il fiore dell'età - e conviene che accada così - faccia ciò che vuole: non pecca; si sposino pure! 37Chi invece è fermamente deciso in cuor suo - pur non avendo nessuna necessità, ma essendo arbitro della propria volontà - chi, dunque, ha deliberato in cuor suo di conservare la sua vergine, fa bene. 38In conclusione, colui che dà in sposa la sua vergine fa bene, e chi non la dà in sposa fa meglio. 39La moglie è vincolata per tutto il tempo in cui vive il marito; ma se il marito muore è libera di sposare chi vuole, purché ciò avvenga nel Signore. 40Ma se rimane così com'è, a mio parere è meglio; credo infatti di avere anch'io lo Spirito di Dio.»
2Corinzi
7,1
«1In possesso dunque di queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la santificazione, nel timore di Dio.»
Galati
5,19-21
«19Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, 20idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, 21invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio.»
Efesini
5,5
«5Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro - cioè nessun idolatra - ha in eredità il regno di Cristo e di Dio.»
5,21-33
«21Nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri: 22le mogli lo siano ai loro mariti, come al Signore; 23il marito infatti è capo della moglie, così come Cristo è capo della Chiesa, lui che è salvatore del corpo. 24E come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli lo siano ai loro mariti in tutto. 25E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, 26per renderla santa, purificandola con il lavacro dell'acqua mediante la parola, 27e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. 28Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo: chi ama la propria moglie, ama se stesso. 29Nessuno infatti ha mai odiato la propria carne, anzi la nutre e la cura, come anche Cristo fa con la Chiesa, 30poiché siamo membra del suo corpo. 31Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne. 32Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! 33Così anche voi: ciascuno da parte sua ami la propria moglie come se stesso, e la moglie sia rispettosa verso il marito.»
Colossesi
3,5
«5Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria»
3,18-19
«18Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come conviene nel Signore. 19Voi, mariti, amate le vostre mogli e non trattatele con durezza.»
1Tessalonicesi
4,1-7
«1Per il resto, fratelli, vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Gesù affinché, come avete imparato da noi il modo di comportarvi e di piacere a Dio - e così già vi comportate -, possiate progredire ancora di più. 2Voi conoscete quali regole di vita vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù. 3Questa infatti è volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dall'impurità, 4che ciascuno di voi sappia trattare il proprio corpo con santità e rispetto, 5senza lasciarsi dominare dalla passione, come i pagani che non conoscono Dio; 6che nessuno in questo campo offenda o inganni il proprio fratello, perché il Signore punisce tutte queste cose, come vi abbiamo già detto e ribadito. 7Dio non ci ha chiamati all'impurità, ma alla santificazione.»
1Timoteo
2,9-15
«9Allo stesso modo le donne, vestite decorosamente, si adornino con pudore e riservatezza, non con trecce e ornamenti d'oro, perle o vesti sontuose, 10ma, come conviene a donne che onorano Dio, con opere buone. 11La donna impari in silenzio, in piena sottomissione. 12Non permetto alla donna di insegnare né di dominare sull'uomo; rimanga piuttosto in atteggiamento tranquillo. 13Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; 14e non Adamo fu ingannato, ma chi si rese colpevole di trasgressione fu la donna, che si lasciò sedurre. 15Ora lei sarà salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con saggezza.»
1Pietro
3,1-7
«1Allo stesso modo voi, mogli, state sottomesse ai vostri mariti, perché, anche se alcuni non credono alla Parola, vengano riguadagnati dal comportamento delle mogli senza bisogno di discorsi, 2avendo davanti agli occhi la vostra condotta casta e rispettosa. 3Il vostro ornamento non sia quello esteriore - capelli intrecciati, collane d'oro, sfoggio di vestiti - 4ma piuttosto, nel profondo del vostro cuore, un'anima incorruttibile, piena di mitezza e di pace: ecco ciò che è prezioso davanti a Dio. 5Così un tempo si ornavano le sante donne che speravano in Dio; esse stavano sottomesse ai loro mariti, 6come Sara che obbediva ad Abramo, chiamandolo signore. Di lei siete diventate figlie, se operate il bene e non vi lasciate sgomentare da alcuna minaccia. 7Così pure voi, mariti, trattate con riguardo le vostre mogli, perché il loro corpo è più debole, e rendete loro onore perché partecipano con voi della grazia della vita: così le vostre preghiere non troveranno ostacolo.»